Nostalgia di Giuseppe Ferrandino I – il Nero

Questo post inaugura un excursus in due parti attraverso l’opera di un grande del fumetto italiano, Giuseppe Ferrandino. Sceneggiatore di razza, la sua produzione purtroppo é progressivamente scomparsa dai radar: un suo fumetto inedito non appare da 21 anni, un romanzo da 10. Eppure Ferrandino recentemente ha sostenuto di avere tantissimo materiale inedito, tra cui sceneggiature di fumetti. Non solo: l’anno scorso l’autore é stato avvistato aggirarsi tra gli stand del Comicon di Napoli. Che ci sia qualche speranza di rivedere un Ferrandino inedito, in edicola o in libreria?

Archiviato il presente, torniamo al passato. Come di consueto comincio con un paio di fonti, che mi evitano di riscrivere ciò che già altri hanno detto bene. Gli articoli indicati offrono un ottimo riassunto della poetica ed il percorso editoriale di questo autore.

Giuseppe Ferrandino: un’assenza ingombrante

L’amoralità del sopravvivere: Peppe Ferrandino tra fumetto e letteratura

In questo primo post su Ferrandino propongo una galleria fotografica di “Nero”, nel tentativo di offrire immagini altrimenti non disponibili sul Web. Nero fu una rivista edita della Granata Press, dalla vita breve (12 uscite tra il 1992 ed il 1993) ma dal buon livello qualitativo generale. Proprio a Ferrandino, principale contributore della testata, si deve quello che é la `gemma’ della testata: “Storia di cani”, poi ristampata in volume dalla Granata Press (1995) e dalla Cosmo (2017) . Trovate una bella recensione qui. Tuttavia, sostengo valga la pena recuperare per intero la rivista: nelle scarne rubriche, i manifesti programmatici naives ma vibranti, il layout sperimentale, possiamo toccare con mano l’energia, la volizione che Ferrandino & co. misero in questo progetto. Poi, ovviamente, ci sono le storie: senza avvicinare le vette di Storia di Cani, ve ne sono comunque di interessanti. Ad esempio Acquanera, dove un’impiegata grigia ed amorale diventa criminale mascherata, rimanendo comunque annoiata. Da segnalare anche la rivisitazione di Zakimort, che vediamo addirittura rapire Craxi (sono i mesi di mani pulite), ed un riuscito omaggio a Demoniak, che finge la sua morte per poi tornare più sulfureo, violento e malvagio che mai. Meno indovinati gli episodi dedicati a Diabolik (il Re) e la serie `La chiesa trionfante', a tema sadico-religioso. Nero chiude la sua breve storia con la delirante `La pace', dove Ferrandino fa riunire gli araldi del Nero in una Roma sotto attacco, salvo poi immaginare un `passaggio di consegne’ al Joker di “The Killing Joke” di Alan Moore. L’intenzione di omaggiare il bardo di Northampton é esplicita: del resto, sulle pagine della sua rivista, Ferrandino ha tentato di aggiornare i grandi personaggi del nero italiano anni ’60-’70 in chiave realistica e post-moderna, similmente a ciò che Moore aveva fatto negli anni ’80 rispetto al mondo supereroistico.

Ed eccoci alla galleria fotografica.

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Le copertine dei 12 numeri di Nero

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Il retro di ciascuna copertina: ingrandendo potete leggere quali storie sono proposte in ciascun numero, e con quali autori.

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Il manifesto programmatico che apre il primo numero.

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Le rubriche erano estremamente scarne e laconiche. La posta, chiaramente auto-prodotta dagli autori, aveva questa peculiarità: le lettere dei lettori veicolavano il messaggio (di solito consigli degli autori su pietre miliari del “nero”, oppure semplici facezie), le risposte avevano contenuto informativo nullo.

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Un altro esempio della “sfaticatezza” degli autori. La linea del “lasciar parlare le storie” venne parzialmente rivista a partire dal numero 7, dove gli autori, su pressione dei lettori, cominciarono ad arricchire i commentari ai fumetti.

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Terzo esempio: le interviste. Notare anche le immagini che facevano da sfondo: ad ogni numero, venivano selezionate tra i fotogrammi di un film, non necessariamente di genere “nero” (se non in senso molto lato).

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Credits del primo numero. Viene curiosità di sapere in quale modo Sclavi fosse coinvolto nel progetto (probabilmente nessuna: era uno delle tante muse ispiratrici).

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Storia di Cani si contraddistingue per una scrittura cruda, venata di grottesco, che anticipa sia il `pulp’ di Tarantino che il realismo violento di Gomorra.

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Zakimort rapisce Craxi dall’Hotel Raphael

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Il mefistofelico Demoniak

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Una delle tante scene folli di `La Pace’, che coinvolge Demoniak ed un Diabolik “in borghese”.

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Finale di `La Pace’. Fa il suo ingresso il Joker, personaggio “più complesso”.

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La chiusura del dodicesimo numero, che saluta i lettori.

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Costina dei 12 numeri. Trattandosi di brossurati anziché spillati, Nero fa la sua figura anche accanto a volumi di maggior cura editoriale.

Reperibilità e valutazione Ovviamente esaurita presso l’editore, la rivista Nero é stabilmente disponibile nel mercato dell’usato online, a circa 1.50-3€ a numero. Alcuni numeri, specialmente gli ultimi, sono tuttavia meno facili da trovare ed appaiono più di rado. Questo non ne alza comunque il prezzo, in quanto la richiesta é scarsa, come per la quasi totalità delle riviste a fumetti di quell’epoca.

Terminata l’esperienza di Nero, Ferrandino (insieme al sodale Marco Soldi) darà alle stampe un ultimo fumetto, “Il re e il vaso”. Esso riprende la formula, già sperimentata in Nero, della rivisitazione in chiave contemporanea di Diabolik. In quanto storia breve e derivativa, ha più che altro valore di curiosità. Fu pubblicata dalla Phoenix nel 1997, in due spillati.

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Il retro di copertina del primo numero, che indica la tiratura in 2000 copie.

Reperibilità e valutazione La tiratura fu di sole 2000 copie a numero. La reperibilità é scarsa, soprattuto del secondo spillato. Si tratta comunque di albi che quasi nessuno cerca, quindi quando disponibili é possibile ottenerli ad un prezzo assolutamente ragionevole (tra i 2 ed i 5€ a spillato).

Negli stessi anni in cui sperimentava il Nero a fumetti, Ferrandino già si dedicava al Nero letterario. Pericle il Nero, il suo romanzo più famoso, esce nel 1993 per la Granata Press sotto lo pseudonimo di Nicola Calàta.

Pericle il Nero
Nicola Calàta (pseudonimo di Giuseppe Ferrandino)
Granata Press, 1993
144 pagine, brossurato
ISBN 8872480779
(Valutazione: 15-20€)

Passato sotto silenzio, diverrà popolare in Francia nell’edizione Gallimard del 1995. A quel punto, Adelphi lo ripubblica nella lingua originale, e conosce un discreto successo anche nel nostro paese.

Pericle il Nero
Giuseppe Ferrandino
Adelphi, 1998
144 pagine, brossurato con alette
ISBN 8845913783
(Valutazione: 5€)

Un paio di foto tratte dalla mia collezione.

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Aletta anteriore di Pericle il Nero

In foto, Pericle il Nero é accoppiato ad un altro romanzo di ambientazione e stile piuttosto simile, ed altrettanto godibile, uscito sempre per Adelphi nel 1999.

Il Rispetto (ovvero Pino Pentecoste contro i guappi)
Giuseppe Ferrandino
Adelphi, 1999
120 pagine, brossurato con alette
ISBN 8845914577
(Valutazione: 5€)

Ferrandino pubblicherà altri cinque romanzi tra il 1999 ed il 2008,. Parafrasando l’autore della posta di “Nero”, non conosciamo i suddetti romanzi e quindi non possiamo dirne nulla.

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Un pensiero su “Nostalgia di Giuseppe Ferrandino I – il Nero

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