Nostalgia di Giuseppe Ferrandino II – Bonelli (con indagine su Uskebasi)

Concludiamo questo viaggio attraverso l’opera di Giuseppe Ferrandino parlando (e soprattutto mostrando) la sua produzione per la Sergio Bonelli Editore. (Per inciso, il primo gruppo di opere che affronteremo fu pubblicato sulle riviste a fumetti dell’editore “L’isola trovata”, ma questo venne presto acquisito da Sergio Bonelli.)

La prima storia (a puntate) di Ferrandino per la Bonelli é “Zampino”, con le matite di Ugolino Cossu. Il primo episodio, dal titolo “Siccome era Natale”, appare nel n.13 di Orient Express (Agosto 1983). La serie proseguirà nei numeri 14, 15 e 17, per poi concludersi nel n.18. Dal n.26 al n.29 (Febbraio 1985) della stessa collana apparirà “Il colore del vento”, per la stessa coppia di autori. Rimandiamo a Slumberland per più dettaglio sul contenuto dei vari albi.

Questi albi non sono in mio possesso, per cui non posso offrire foto ed informazioni più approfondite a riguardo. Mi limito a registrare che il personaggio di Zampino é un chiodo fisso dell’autore: apparirà in “Storia di cani“, ed é protagonista di un romanzo poliziesco ad oggi inedito. Si tratta del primo romanzo di Ferrandino, il quale pare tenerlo in alta considerazione, nonostante ad oggi non abbia visto la luce.

Se Orient Express rimane in edicola dal 1982 al 1985, vita più lunga avrà la collana affine dal titolo “Gli Albi dell’Orient Express”, che verrà pubblicata dallo stesso editore dal 1983 fino ad inizio 1990. É in questa collana che appaiono due tra le migliori serie cominciate da Ferrandino, entrambe impreziosite (é proprio il caso di dirlo) dai disegni di Rotundo. Si tratta di “Sera Torbara” (numeri 31 e 50) ed “I signori del silenzio” (numeri 23 e 40; il titolo della serie non appare negli albi, e lo riportiamo da questa fonte).

Abbiamo usato il verbo “cominciare” in quanto le due serie non vedranno mai la fine, probabilmente a causa della chiusura della collana ospite. Questa cesura non era preventivata, come dimostrano i finali “aperti” degli albi. Il fatto che le storie risultino comunque godibili dimostra ancora una volta la qualità della scrittura di Ferrandino.

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Tutta la produzione di Ferrandino per la collana “Gli albi di Orient Express”

Ecco alcune pagine interne prese dai quattro albi. Le prime due sono tratte da “La città del non ritorno”. Si può osservare l’accattivante estetica dell’universo fantascientifico allestito da Ferrandino e Rotundo.

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Echi de “ Il prigioniero”. Da La città del non ritorno

La seconda coppia di tavole proviene dai due albi della serie “Sera Torbara”. La storia si snoda in una cornice storica realistica e ricalca gli stilemi tipici del feuilleton dell’Ottocento francese.

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Tradizioni della camorra. Da Sera Torbara – Le lacrime di Giuda

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Un’entrata in scena “alla Ursula Andress”. Da Sera Torbara – Il Volo degli Dei

Reperibilità e valutazione: i numeri di Orient Express sono reperibili facilmente su eBay a circa 3-4€ ciascuno. Un po’ più difficile imbattersi nei quattro numeri de “Gli Albi di Orient Express”, che non sempre risultano disponibili. Con un minimo di pazienza é comunque possibile portarseli a casa ad prezzo tra gli 8 ed i 14 € l’uno.

Passiamo ora alla fase successiva della collaborazione tra Ferrandino e Bonelli. In questo gruppo di storie, l’autore di Ischia é chiamato a confrontarsi con alcuni fra i personaggi storici (ma allora ancora relativamente giovani) della casa editrice: Nick Raider, Dylan Dog, Martin Mystère. A differenza della sua produzione precedente (e successiva), Ferrandino non ha mano completamente libera, in quanto chiaramente deve rispettare i canoni pre-esistenti connaturati ad un fumetto seriale. Eppure, il risultato rimane decisamente di alto livello, a dimostrazione che Ferrandino non ha bisogno di rifugiarsi nei suoi stilemi caratteristici per allestire una narrazione avvincente e profonda.

Non mi soffermerò su Nick Raider, che mi annoia. Cominciamo invece con i tre albi che Ferrandino firma per Dylan Dog.

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Le magnifiche copertine di Claudio Villa dei tre albi sceneggiati da Ferrandino per Dylan Dog: n.13, 27, 39. Notare l’errore delle nuvole dietro la luna, ripetuto da Villa anche nella copertina di Dylan Dog 25.

Il primo numero si intitola “Vivono tra noi”, ed esce nell’Ottobre 1987. É un albo speciale per vari motivi. Innanzitutto, é il primo della serie non firmato da Tiziano Sclavi (il che la dice lunga sulla fiducia accreditata a Ferrandino in Bonelli). Secondo, annuncia quell’evento epocale ed irripetibile che fu il primo Dylan Dog Horror Fest. Terzo, si tratta di un “numero chiave”: in prima edizione, é quello con la quotazione piú alta dopo il n.1 ed il n.2.

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Terza di copertina di Dylan Dog 13, con l’annuncio del primo Dylan Dog Horror Fest. Ferrandino veniva introdotto come un autore già piuttosto apprezzato.

Sul perché del prezzo incongruo del n.13 circolano diverse leggende. Rimandiamo a questa discussione dei Dylandogofili per una trattazione estesa. Riassumendo, si possono elencare tre con-cause per la rarità del n.13:

  • la tiratura dei n. 11-12-13 fu effettivamente un po’ più bassa (anche se la serie vendeva comunque bene e non era a rischio chiusura imminente, come sostiene qualcuno);
  • il “biglietto di ingresso” per il primo Dylan Dog Horror Fest era un qualsiasi albo di Dylan Dog, ed il n.13 era quello al momento in edicola. É lecito presumere che molti fossero interessati agli eventi del festival senza esserlo a Dylan Dog, per cui dopo l’acquisto potrebbero aver semplicemente gettato l’albo, aumentandone la rarità.
  • Risulta che parte della tiratura, in una delle tipografie di cui si avvaleva la Bonelli,  andò distrutta per errore.

Il secondo Dylan Dog a firma di Ferrandino, il numero 27, é quasi un remake di “La zona morta” di Stephen King. É rimasta nell’immaginario dei Dylandoghiani soprattutto l’episodio del ‘bus volante’ (questo farina del sacco di Ferrandino, e non di King), ripreso anche in copertina.

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Terza di copertina di Dylan Dog 27

La vetta del Dylan Dog Ferrandiniano viene raggiunta nel numero 39, “Il signore del silenzio” (titolo che rieccheggia la serie di Orient Express?). Chi scrive non esita a metterlo tra i migliori tre albi non a firma di Sclavi, e sicuramente in una top-10 generale della collana.

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Terza di copertina di Dylan Dog 39.

Vale davvero la pena mostrare l’inizio folgorante della storia di Ferrandino.

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La figura più iconica introdotta da Ferrandino é sicuramente il misterioso Uskebasi, il “signore del silenzio”, che appare a dorso di lepre nella sequenza iniziale. Sulla genesi di questo personaggio, che ha catturato l’immaginazione di molti lettori, ho condotto una breve indagine in un post di quasi dieci anni fa. In questa sede voglio aggiungere una traccia più concreta, suggerita proprio dalla terza di copertina della prima edizione dell’albo (vedi sopra). Il curatore della rubrica (Tiziano Sclavi) ci suggerisce che la storia di Ferrandino contiene riferimenti all’opera di Leo Perutz. I lavori dell’autore austriaco, troppo poco conosciuti, meriterebbero un discorso a parte. In relazione al ‘Signore del Silenzio’, il legame piú concreto sembra essere quello con “Il maestro del giudizio universale” (1921). Riporto in foto la seconda edizione “Serra e Riva”, la stessa citata dall’introduzione a Dylan Dog n.39.

Il maestro del giudizio universale
Leo Perutz
Serra e Riva, 1987
224 pagine, cartonato con sovraccoperta
ISBN 887798002887-2
(Valutazione: 8-10€)

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Senza rivelare nulla della trama, posso dire che l’elemento fondamentale allo svolgimento della vicenda é lo stesso nel romanzo e nel fumetto. Ferrandino mutua anche alcuni elementi stilistici (ad esempio quando Perutz scrive di “un assassino che passa attraverso i secoli”). E Uskebasi? Anche lui, ad una attenta analisi, affiora nel romanzo di Perutz. Visto che non compare in nessuna altra fonte, é lecito pensare che la fantasia di Ferrandino abbia usato proprio questa immagine, solo fugace in Perutz, per costruire il proprio personaggio mitologico.

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La “lepore sellata e bardata” fornisce lo spunto per l’iconografia di Uskebasi.

In conclusione, per quanto succinto, l’intervento di Ferrandino in Dylan Dog é memorabile. C’é il rimpianto di non aver visto un coinvolgimento piú duraturo di questo autore, che ha saputo come pochi altri raccogliere l’eredità di Sclavi senza scimmiottarlo.

Il nostro viaggio termina con un altro personaggio a me caro: Martin Mystère. Come per Dylan Dog, la collaborazione di Ferrandino conta solo tre albi in tutto. L’impressione é che il personaggio sia meno nelle corde dell’autore rispetto a Dylan Dog. La migliore é la prima storia, apparsa su MM 101-102, che però sconta l’essersi ispirata in modo fin troppo plateale ad un romanzo di fantascienza di Bob Shaw. Pare (fonte: discussione su Comicus) che Alfredo Castelli venne a scoprire la cosa solo a posteriori, e non la prese certo alla leggera: Ferrandino non scrisse più per MM ed in occasione della ristampa di quei due numeri contattò Bob Shaw per evitare problemi.

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La prima storia sceneggiata da Ferrandino per Martin Mystère, divisa in due albi (MM 101-102).

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La presentazione di Ferrandino in Martin Mystère 101 é oscurata dallo spazio giustamente dedicato al disegnatore dell’albo, Salvatore Deidda, suicidatosi a 37 anni nel Marzo di quell’anno. Apprendiamo che Ferrandino e Deidda avevano in cantiere una serie presso Glènat. Dobbiamo presumere che la morte di uno degli autori abbia consegnato questo progetto all’oblio. Un assaggio di quello che la coppia avrebbe potuto fare insieme appare in Nero n.12 (vedi puntata precedente), dove Deidda disegna una storia breve di Ferrandino“alla Corto Maltese”.

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Un’immagine tratta da Martin Mystère 102.

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Anche in Martin Mystère fanno capolino sgherri all’apparenza usciti da “Storia di Cani”.

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La seconda ed ultima storia sceneggiata da Ferrandino per Martin Mystère (n.119 bis).

Reperibilità e valutazione: tutti i bonellidi di Ferrandino sono di facile reperibilità. Dylan Dog n.13 prima edizione può essere trovato tra i 20 ed i 35€. Il n.27 prima edizione nella fascia 3-6€, il n.39 prima edizione nella fascia 2-4€. I Martin Mystère prima edizione sono facilmente reperibili a 1-2€.

Con questi brevi appunti mystèriani, termina la nostra trattazione di Ferrandino. Resta la speranza che le tante sceneggiature che l’autore ha nel cassetto trovino un giorno la via della pubblicazione.

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