Quando De Michelis recensiva discoteche

Muore oggi Gianni De Michelis, esponente di primo piano del Partito Socialista Italiano, più volte ministro nel corso degli anni ottanta.

De Michelis é stato esempio fulgido dell’Italia ‘nani e ballerine’, che si scrollava di dosso austerità ed ideologie per riscoprire senza vergogne il lusso, il sesso, il divertimento, ed il mito del successo. É rimasto negli annali lo sfarzo del politico socialista, sia nelle feste opulente che era solito offrire, sia per il suo impegno in prima persona sulla pista da ballo. Eccessi che gli si ritorceranno contro ogni volta che proverà a riaffacciarsi sulla scena pubblica dopo tangentopoli.

Per un affresco più dettagliato, rimando a questo bel pezzo di Nicolò Zuliani. In questa sede ci concentriamo, ovviamente, sui libri. Ne ha scritti tanti, De Michelis, ma quello veramente da non perdere (almeno per i cultori del trash) é la sua guida alle discoteche italiane. Ci credereste se vi dicessi che avevo in programma di scriverne nei prossimi giorni, prima di sapere della morte del suo autore?

Dove andiamo a ballare questa sera?
Gianni De Michelis
Mondadori, Milano, 1988
442 pagine, brossurato
ISBN 8804314095

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Dove andiamo a ballare questa sera? ha tutte le carte in regola per essere un libro cult. Primo: va a riempire una nicchia— quanti altri libri conoscete che recensiscono discoteche, come si farebbe con ristoranti e alberghi? Secondo: ha un autore ‘insospettabile’— un libro del genere ce lo aspetteremmo da un DJ, o da personaggi come Briatore e Corona, non certo da un ministro che va per la cinquantina. Terzo: ha una sola edizione, che si é fatta introvabile.

Andando ad analizzare i contenuti, ci accorgiamo in realtà che De Michelis ha preso il compito piuttosto seriamente. Siamo distanti anni luce dai libri che i ‘vip’ firmano, ma poi si fanno scrivere su commissione: qui l’autore ha voluto l’opera ‘fortemente’, ha fatto ricerche, ha cercato di impostare un metodo, con tanto di voti ed indici analitici, e soprattutto ha esplorato personalmente tutte le discoteche recensite.

Ad ‘impreziosire’ la guida, una prefazione di Gerry Scotti (e qui il trashometro registra valori fuori scala), per la verità piuttosto anonima, ed interviste ad alcuni protagonisti della ‘movida’ di quegli anni: Gianni Fabbri (proprietario del Paradiso), Claudio Cecchetto (DJ autore della hit People from Ibiza), Bibi Ballandi, Beatrice Iannozzi, Sergio Bernardini. I loro racconti, così come le recensioni delle discoteche che seguono, ci raccontano un’Italia assolutamente distante da noi, che non esiste più, ma che al tempo (nel 1988, data di pubblicazione del libro, siamo ancora in pieno ‘boom’ delle discoteche) era al centro degli interessi e delle esperienze di molti giovani.

Oggigiorno, fa sorridere ritrovarsi a fare la ‘conta’ di quali locali hanno chiuso e quali altri, nonostante tutto, hanno resistito al cambiare delle mode. Va notato anche come il libro di De Michelis, grazia al suo taglio ‘rigoroso’, rimanga una fonte rilevante per chi studia la storia della società e dei costumi italici, in quanto contiene numerosi dati sull’industria del divertimento notturno, altrimenti non reperibili da altre fonti.

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Estratto della prefazione di Gerry Scotti, con un ritratto di De Michelis che rispecchia molto il suo tempo (con tangentopoli ancora di là da venire)

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Incipit dell’introduzione, a cura dell’autore

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Alcuni dei dati riportati da De Michelis riguardo i locali notturni in Italia

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Il sistema di punti elaborato da De Michelis per attribuire un giudizio alle discoteche.

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Alcune recensioni. Le discoteche (250 quelle valutate) sono divise per regione d’Italia.

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Non mancano le discoteche più famose, come il Pascià di Riccione. Diverse anche quelle tutt’ora in attività.

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Non solo Italia: la sezione finale include alcune recensioni dei migliori locali esteri (recensiti da De Michelis ‘in visita ufficiale’?)

Reperibilità e valutazione Nonostante la tiratura della prima e unica edizione non dovrebbe essere stata esigua, si tratta di un libro davvero difficile da trovare, con appena un paio di copie apparse sul web nell’ultimo anno. Una valutazione di massima potrebbe attestarsi tra i 50-100€, con quotazioni in rialzo dopo la morte dell’autore.

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Un pensiero su “Quando De Michelis recensiva discoteche

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